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Se all’avvicinarsi della partenza per le vacanze si è colpiti da palpitazioni, tremori, fiato corto, probabilmente vuol dire che si soffre di travel phobia. Secondo i dati dell’America Psychiatric Association questo disturbo riguarderebbe il 2% della popolazione e, in molti casi, avrebbe origine in traumi vissuti durante un viaggio.E se per uscirne potrebbe essere utile ripercorrere lo shock attraverso una speciale terapia cognitivo-comportamentale (studio su Clinical Psychology and Psychotherapy), in Italia una folta schiera di paurosi con fobie varie (che supera il 10% della popolazione) decide di risolvere il problema rinunciando a viaggiare o evitando accuratamente le mete “pericolose”. Quali sono le paure da viaggio più frequenti? Al primo posto c’è quella dell’aereo, seguita da quella degli spazi aperti (agorafobia) e, in terza posizione, quella di essere attaccati da pericolosi bacilli (germofobia). Ma c’è anche chi teme l’acqua e chi proprio non riesce a sopportare la vista degli insetti.
Secondo Stefano Pallanti, psichiatra e direttore dell’Istituto di Neuroscienze di Firenze, la vacanza ha anche un forte impatto sociale perché implica un confronto col mondo esterno: chi è molto ansioso infatti può temere di perdere il controllo di sé e degli spazi attorno. Così accade che alcuni non smettano di pensare alla possibilità che accada qualcosa di grave a casa, mentre altri appena arrivati a destinazione debbano ricreare un ambiente quanto più possibile simile al proprio.
Vincenzo Nicosia, presidente della Società Italiana di Medicina del Viaggi e delle Migrazioni, suggerisce: «Per superare le paure, aiuta partire consapevoli: scegliere una meta che non crei ansie, portare con sé ciò che ci tranquillizza e, se si temono malattie o infezioni, informarsi e mettere in valigia i farmaci per prevenire o curare i malanni più probabili».
E’ partita la campagna sociale di sensibilizzazione “Acquaticità e sicurezza 0 – 12 anni. Dai primi bagnetti alla prima scoperta del mare” con l’obiettivo di affrontare in modo efficace il fenomeno degli annegamenti e semi-annegamenti che si verificano soprattutto durante le vacanze estive.
A ideare l’iniziativa, promossa dall’associazione Acquatic Education e patrocinata dal Ministero della Salute, è Nicola Brischiaro, campione mondiale di immersione in apnea e tra i massimi esperti in educazione acquatica familiare.
Sono i genitori i principali destinatari di quest’attività di sensibilizzazione, ci si augura efficace e duratura, che ha come slogan: “Con tuo figlio in acqua devi sempre sapere cosa fare”. L’iniziativa sarà diffusa non solo attraverso i media nazionali, ma anche tramite la realizzazione di una guida su dvd o scaricabile in formato pdf: l’idea è quella di creare un’informazione mirata, per fasce d’età e luogo (casa, piscina, mare, lago e fiume), a cui i genitori possono far riferimento per vivere con serenità l’ambiente acquatico insieme ai propri figli. Le neo mamme potranno presto ritirare gratuitamente la guida presso tutti i reparti di maternità oppure richiederla sul sito www.educazioneacquatica.it.
Se avete in mente di trascorrere le vacanze a bordo di una nave da crociera, vi consigliamo di prestare molta attenzione agli eventuali rischi collegati a questo tipo di viaggio. Il cambiamento delle abitudini di vita, combinato ad altri fattori quali le alte temperature e le frequenti variazioni climatiche, può rovinare il soggiorno soprattutto ai viaggiatori più anziani.
A giocare però il ruolo più importante nello sviluppo e diffusione di malattie a bordo è sicuramente l’elevata concentrazione di persone presenti. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha infatti dichiarato che negli ultimi 30 anni sono state più di 100 le epidemie nate su una nave da crociera, scatenate nella maggior parte dei casi da acqua o cibi contaminati dal norovirus (la causa più comune di gastroenterite acuta non batterica). Walter Pasini, presidente della Società italiana di medicina del turismo (Simt) aggiunge: «Tra le infezioni del tratto respiratorio, ricordiamo il rischio influenza, specie nelle aree equatoriali dove i virus dell'influenza non hanno una circolazione stagionale. Nella storia recente si sono verificate sulle navi anche epidemie di legionellosi, malattia batterica che interessa i polmoni talvolta in modo grave».
Dunque per evitare spiacevoli sorprese a bordo vi raccomandiamo di seguire le 10 regole stilate dalla Simt:
1) prima di partire consultare il proprio medico per valutare lo stato di salute, eventuali vaccinazioni e profilassi antimalarica da effettuare;
2) considerare l’ipotesi di una vaccinazione anticolerica;
3) portare con sé la propria documentazione sanitaria in caso di malattie croniche;
4) predisporre un kit di farmaci da viaggio;
5) far controllare lo stato di salute dei propri denti;
6) valutare la stipula di una polizza assicurativa sanitaria;
7) rinunciare al viaggio se si ravvisano sintomi di una malattia acuta;
8) lavarsi spesso le mani con saponi o liquidi disinfettanti durante il viaggio;
9) avvisare il medico di bordo nel caso di diarrea o febbre alta;
10) in caso di febbre al rientro, consultare il medico se la crociera ha attraversato aree malariche.
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